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Titolo del progetto per l’anno scolastico 2013/2014: “Cento bambini da profughi a cittadini di Ayuub con l'aiuto dei ragazzi trentini”.

Lo scopo del progetto è creare un libro scritto a due mani tra i ragazzi somali ed i ragazzi italiani in cui venga raccontata la vita e la storia dei profughi somali, già provati da anni di guerra e da condizioni esistenziali al di sotto della soglia della povertà. In tal modo i ragazzi Somali potranno far conoscere la loro storia ed i nostri ragazzi avranno modo di riflettere invece sulla loro propria condizione, in relazione alle diverse situazioni del mondo.

Il presente progetto si pone anche come prosecuzione degli interventi condotti negli anni scorsi su temi di educazione ambientale (acqua, verde, cibo, etc.) visti non solo in un’ottica locale ma in una visione globale e in un interscambio culturale e di solidarietà  con le scuole somale.

Partendo dal presupposto che la protezione del pianeta richieda non solo scelte politiche di ricerca e di innovazione ma anche educazione a stili di vita più consapevoli, possiamo dire che milioni di piccoli gesti quotidiani responsabili e corretti possono contribuire alla salvaguardia del bene comune.

Scopo dunque del progetto è far crescere cittadini capaci di scelte ecologiche responsabili e solidali, ma anche e soprattutto ragazzi che possono costruire insieme un mondo migliore, dove la solidarietà, la tolleranza, l’autonomia di pensiero ed il senso di responsabilità siano valori cardine di ogni cittadino.

Il progetto si propone, in Somalia, di:

-    accogliere nel villaggio di Ayuub i profughi allontanati dai loro villaggi a causa degli scontri e dalle devastazioni causate dagli Al Shabaab, oltrechè dalla gravissima siccità che ha caratterizzato la Somalia nel 2011;

-         garantire ai bambini profughi un percorso scolare accogliendoli nelle scuole gemellate e, di conseguenza, un pasto al giorno.

Nella nostra scuola, di rimando, ci si ripropone che i ragazzi:

  • prendano coscienza degli squilibri fra Nord e Sud del mondo, attraverso la conoscenza “diretta” di uno stato del Sud: la Somalia
  • affrontino il tema dello sviluppo sostenibile, cogliendo il rapporto tra problema globale e vita quotidiana, attraverso lo studio delle tematiche riguardanti la forestazione, la deforestazione, i cambiamenti climatici;
  • individuino  e assumano comportamenti quotidiani che vanno nel senso di cambiare se stessi per cambiare il mondo sviluppando una disposizione etica a prendersi cura dell’ambiente;
  • siano educati alla solidarietà, realizzando percorsi educativi di apertura ad altre culture, di uguaglianza e di giustizia, di aiuto;
  • sperimentino forme di organizzazione di tipo cooperativo nell’attività didattica e nelle attività extra curriculari.

Nel corso dell’anno saranno effettuati degli incontri con i responsabili dell’Associazione WFL che da un lato presenteranno la situazione dei profughi somali, dall’altro, i problemi legati allo sfruttamento delle risorse e alle condizioni dei ragazzi in Somalia. Si prevede tra questi l’intervento di Giuliano Bortolotti, quale rappresentante della Water for life, che mantiene vivi i rapporti con la Somalia e della signora Nasra Abdillahi Ismail, una profuga somala che da anni porta la testimonianza degli usi e costumi del Basso Shabelle quale racconto diretto della realtà somala.

Ogni classe articolerà il percorso secondo una propria impostazione.

Verranno inoltre realizzati dei manufatti proposti nel mercatino di Natale, con il ricavato del quale, e con eventuali altre iniziative connesse, si contribuirà anche quest’anno al pagamento dei pasti presso le varie mense delle scuole dell’organizzazione Water for life in Somalia.