LOGO BRESADOLA COMPIl 14 febbraio 2019 per la prima volta la scuola «Giacomo Bresadola» ha festeggiato l'abate e scienziato naturalista a cui la scuola stessa è dedicata.

In occasione del compleanno di Brasadola, studenti e studentessei delle classi prime dell'Istituto hanno lavorato nel mese di gennaio per disegnare i funghi utilizzati per decorare la statua, le pareti e l'ingresso della scuola.

Alcuni alunni delle classe 1D hanno creato dei funghi in feltro e in stoffa e, utilizzando tronchi di legno, foglie e rami di pino, hanno riprodotto l'ambiente boschivo realizzando delle composizioni che sono poi state usate per abbellire l'atrio in corrispondenza della statua di Bresadola.

Devigli Sarah (cl.1D), Mesisca Nathalie (cl. 1D) e Cogliati Fabrizio (cl. 1E) hanno curato l'allestimento finale decorando gli spazi dell'Istituto con quanto prodotto dai lavori collettivi

CHI ERA GIACOMO BRESADOLA

G Bresadola RITRATTOGiacomo Bresadola nacque il 14 febbraio 1847, a Ortisè (Trento), da Simone e Domenica Bresadola. Frequentò le scuole tecniche a Rovereto perché il padre voleva avviarlo agli studi d'ingegneria, ma dopo quattro anni entrò nel seminario di Trento. 

Ordinato sacerdote, iniziò il suo ministero a Pinè, poi a Roncegno, a Malè e finalmente nel 1878 a Magras, dove rimase cinque anni. Nel 1887 venne nominato amministratore del capitolo della cattedrale di Trento. 

Nel 1910, all'età di 62 anni, si ritirò dalla vita ecclesiastica con una modesta pensione per dedicarsi totalmente ai suoi studi micologici. Per la fama raggiunta in questi studi, nel 1927 venne nominato canonico onorario della cattedrale di Trento. Morì a Trento il 9 giugno 1929.

In ambito micologico fu così grande il suo credito negli ambienti scientifici, che senza esitazione gli venivano inviate in esame le più preziose collezioni di Londra, di Parigi, di Uppsala, di Kiev, di Liegi, così che egli, pur non muovendosi da Trento, poteva accentrare una quantità enorme di revisioni su materiali di tutto il mondo. Ma gli intensi scambi di corrispondenza e di materiale comportavano una spesa tale che il B. poteva affrontare solo vendendo il frutto dei suoi studi: così le sue più vaste collezioni micologiche sono migrate verso i grandi musei naturalistici di Stoccolma e Washington e altre minori sono disseminate a Uppsala, a Leida, a Parigi e altrove. E mentre da ogni parte del mondo affluivano studiosi a chiedergli consiglio e aiuto, il B. era a malapena conosciuto in una ristrettissima cerchia naturalistica nel nostro paese.

Nel 1916 usciva un'opera ancora più significativa della maturità di scienziato del B.: i Synonimia et adnotanda mycologica, seguite nel 1920 e nel 1926 dai Selecta mycologica. Sono lavori che emergono fra molti altri contributi di insigne valore, perché lo pongono fra gli innovatori della micologia, assicurandagli solida fama. 

Nel 1925 alcuni editori stranieri tentarono di impadronirsi dei suoi lavori, e vi sarebbero riusciti se alcuni studiosi italiani, come G. B. Traverso e L. Fenaroli, con l'aiuto del mecenate M. De Marchi e del Museo tridentino di storia naturale, non avessero costituito un comitato organizzatore per la pubblicazione di una Iconographia Mycologica bresadoliana. Furono raccolte sottoscrizioni numerose in tutto il mondo, e, insieme con contributi in denaro, giunsero anche le testimonianze dell'altissimo livello di stima cui era giunta l'opera del modesto abate trentino; i testi più significativi sono raccolti nella pubblicazione celebrativa curata in tale occasione da G. Catoni. 

Molti allievi del Bresadola. divennero poi assai noti per le loro opere scientifiche. La pubblicazione dell'Iconographia Mycologica, curata assiduamente da G. B. Traverso, L. Fenaroli e G. B. Trener, richiese molti anni; il Bresadola riuscì a vedere prima di morire i primi dodici volumi. Nel 1941 l'Opera era completa, in ventisei volumi; E. J. Gilbert aggiungeva nel 1941 un ventisettesimo volume di supplemento sulle Amanitacee; A. Ceruti nel 1960 un ventottesimo volume dedicato alle Tuberali.

L'università di Padova consegnò al Bresadola, per le mani del prof. G. Gola, il giorno dell'ottantesimo compleanno la Laurea honoris causa in scienze naturali; l'Accademia pontificia dei Nuovi Lincei lo volle annoverare fra i suoi soci; Rovereto gli conferì la cittadinanza onoraria. Ma già lo avevano nominato socio onorario la Società micologica britannica, la Deutsche Gesellschaft für Pilzkunde e numerose altre società scientifiche ed accademie italiane e straniere. La Società micologica di Francia lo annoverava fra i suoi fondatori. Continuò fino alla morte con inalterata dedizione le sue ricerche.

Nel 1930 si inaugurava un busto al Museo tridentino di storia naturale; nel 1954 gli veniva dedicato un altro busto nel Famedio di Trento accanto a quelli del Battisti e del Canestrini; altri busti lo effigiarono nella piazza Dante di Trento e nella nativa Ortisè.

Nel 1955 prendeva il nome di Cima Bresadola una vetta per la prima volta raggiunta nel gruppo Adamello-Presanella. Un gruppo micologico "Don Bresadola" e un comitato bresadoliano opera tutt'oggi nel suo nome alla continuazione e propagazione delle scienze micologiche.

[Fonte: Enciclopedia Treccani - online]